Approccio DevOps: come rinnovare l’IT con l’integrazione Cloud

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Una delle mie nuove serie televisive preferite è APB, la storia di un magnate delle tecnologie che prende in mano uno dei distretti di Chicago più infestati dal crimine e lo riavvia, cambiando tutto. Sradica procedure inefficaci e dotazioni obsolete e introduce tecnologie di punta, quali droni, giubbotti antiproiettile ottimizzati, macchine superequipaggiate per la polizia e un’app per le situazioni di emergenza affinché i cittadini possano richiedere aiuto.   

Un mutamento simile ha luogo oggi all’interno dei reparti informatici aziendali (sebbene senza il sensazionalismo hollywoodiano delle serie TV), con il passaggio dal “vecchio mondo” dei sistemi tradizionali on premise a quello nuovo delle soluzioni software nel cloud. Il cloud viene più che mai utilizzato per scalare le applicazioni e i team DevOps sono estremamente importanti per sviluppare i processi necessari a tale operazione.   

Avvalersi del cloud per sviluppare applicazioni agili e un backend analitico altrettanto agile significa muoversi verso un modello di implementazione continua in termini di progetti di integrazione. Questa transizione implica inoltre una collaborazione sempre più stretta tra gli sviluppatori ETL e gli sviluppatori DevOps. Il termine DevOps, contrazione dall’inglese “Development” e “Operations”, afferma implicitamente che gli sviluppatori non possono più limitarsi a programmare il codice lasciando i test e l’implementazione ai team operativi, ma devono essere attivi lungo tutto il ciclo di vita dell’applicazione, dallo sviluppo alla messa in produzione. Ed è questo concetto che gli sviluppatori ETL devono adattare quando lavorano a dei progetti di integrazione, in particolare quelli che comportano sorgenti dati nel cloud. Gestire il codice sorgente, l’implementazione continua e le procedure di testing diventa sempre più importante via via che si scalano centinaia di nodi attraverso numerose applicazioni e diversi servizi, i quali devono tutti essere sicuri e aggiornati in modo continuo.   

Nella corsa all’acquisizione di nuovi clienti, molte aziende cercano di creare piattaforme di analisi specializzate per ottenere informazioni importanti su ogni aspetto della relazione con i clienti. Dal primo contatto fino alla conclusione della vendita e oltre, queste soluzioni analitiche vengono integrate ad ogni applicazione cloud-native di interazione con i clienti. Per metterle a punto sono necessari più elementi: una combinazione di tecnologie di data ingestion in tempo reale, una miriade di funzionalità di analisi di Big Data e un’infrastruttura cloud solida e prontamente disponibile che permetta di eseguire carichi di lavoro intensi quali processi di indexing e di query strutturate, machine learning, e molto altro ancora. La proliferazione di questo tipo di progetti di analisi scaturisce dalla necessità per gli utenti delle linee di business (LOB, Line-of-Business) di ottenere un accesso diretto a insiemi di dati accurati in modo tale da effettuare analisi dettagliate, operazione che richiede strutture di dati flessibili.

Tuttavia, la maggior parte delle imprese non ha ancora trasferito la totalità delle attività operative in ambiente cloud e deve quindi avvicinare la struttura informatica esistente al nuovo mondo delle applicazioni basate sul cloud. È proprio qui che entra in gioco l’integrazione, più specificatamente l’integrazione cloud. Molti utenti delle linee di business sono già abituati all’uso di applicazioni cloud pronte per l’uso, quali SalesForce, che genera un ingente volume di dati da analizzare.

Come affermano William Fellows e Carl Brooks della società di ricerca 451 Research, “Le aziende che vogliono adottare il cloud devono aderire a DevOps. Questo è l’approccio che consente di armonizzare le applicazioni e l’infrastruttura in modo tale che il miglioramento sia continuo e rapido, grazie all’automazione e al self-service. Abbattere gli ostacoli che impediscono di scalare le applicazioni può permettere ai team dedicati ai prodotti e al marketing di assumere rischi calcolati e conquistare nuovi mercati evitando di perdere delle opportunità.”    

Talend si è impegnata attivamente per fare in modo che le sue soluzioni consentano agli sviluppatori ETL di accogliere le pratiche DevOps nell’ambito di progetti di integrazione. Lo scorso settembre abbiamo introdotto la Big Data Sandbox in ambiente Docker, che offre contenitori preconfigurati di componenti Talend per Spark, Hadoop e Kafka. Poi, a fine gennaio, abbiamo aggiunto nuove funzionalità SDLC avanzate a Talend Integration Cloud che forniscono ambienti per lo sviluppo, il testing e la produzione, privilegi di sicurezza distinti per ogni singolo ambiente e la capacità di promuovere gli artefatti da un ambiente all’altro. Questa separazione tra ambienti permette agli sviluppatori ETL di fare avanzare agilmente i progetti di integrazione, in modo simile alle procedure utilizzate dagli esperti DevOps.

Come nella serie televisiva APB, non si tratta semplicemente di acquisire un certo numero di tecnologie Big Data tra le più recenti e notevoli, sperando che basti a risolvere il problema. La soluzione consiste piuttosto nell’associare tali tecnologie a processi innovativi e a competenze adeguate per gestire tutte le operazioni che portano al successo. In un mondo dove usare i dati nel modo giusto offre un vantaggio competitivo, DevOps e l’integrazione cloud sono la chiave di tale successo.

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